Antropologia filosofica
Paolo Boschini su aria ed inquinamento

Dall’aria, la vita
Breve riflessione alle origini del pensiero occidentale

 


0. Incipit autobiografico

Sin dalla nascita, vivo nella pianura padana, una delle regioni europee dove c’è l’aria peggiore. Ho sempre avuto una grande passione per le attività all’aria aperta, in particolare per quelle sportive. A maggior ragione adesso che appartengo alla categoria dei «diversamente giovani», cerco di condurre una vita sana. Coltivo la passione della bicicletta e ogni giorno trascorro almeno due o tre ore all’aria aperta. Una passione che così sana non è, dal momento che, finché non raggiungo le strade collinari, sono costretto a respirare polveri sottili e gas di scarico in gran quantità.

Per questo, sento il bisogno di salire spesso in alta montagna, dove l’aria è decisamente migliore e volentieri raggiungo in bicicletta Roccapelago, il paese di mio nonno, un borgo medievale a millecento metri, in mezzo ai boschi dell’Appennino tra Modena e Lucca. È pedalando durante uno di questi tragitti verso l’aria buona, che mi è venuto in mente questo breve percorso filosofico ambientato nel Mediterraneo antico, tra pensiero greco e antropologia biblica: per ossigenare il pensiero, andando alle radici più remote e più autentiche del nostro riflettere sull’aria.

1. Anassimene: in principio era l’aria

Secondo questo filosofo dell’antica scuola di Mileto – la prima scuola filosofica nata nel Mediterraneo di lingua greca; siamo nel sesto secolo prima dell’era cristiana - l’universo è una realtà in continuo divenire. Il suo movimento è incessante e ricorda il respiro dell’uomo (Diels, Kranz, B 1-2): prima si contrae e si condensa, producendo le cose materiali; poi si espande e si rarefa, producendo le cose immateriali. L’aria è duttile. L’aria non ha confini. L’aria si adatta a ogni forma. L’aria è invisibile e avvolge ogni cosa (proprio come l’«indefinito» – to ápeiron, di cui aveva parlato il suo maestro Anassimandro). L’aria ha in sé il carattere del divino: un divino sempre in movimento e mai sazio. Tutto ciò che esiste è fatto di aria (Diels, Kranz, A 8-10). È una bella immagine per dire che la realtà è in continuo divenire e che tutte le forme terrestri – a cominciare delle forme più elementari – sono dentro a un processo di eterna trasformazione. La vita è aria e l’aria è vita.

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L’AUTORE. Paolo Boschini è nato a Modena nel 1959 ove vive tuttora. Nella vita quotidiana è un prete cattolico, parroco di due chiese, una in città e l’altra sull’alto Appennino modenese.
 
Ha compiuto studi universitari di teologia, filosofia e scienze sociali. Dopo il dottorato in filosofia, conseguito all’Alma Mater Studiorum di Bologna (2000), ha insegnato materie sociologiche e antropologiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Dal 2005 è docente stabile di filosofia nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna a Bologna.
paolo boschini
I suoi interessi scientifici ruotano intorno all’antropologia filosofica, con un approccio che vuole scandagliare l’umano a 360° e coniuga la ricerca empirica con la riflessione teorica.

È il responsabile della Consulta per la cultura della diocesi di Modena-Nonantola e attualmente coordina tre progetti: ecologia integrale, chiesa e sport e cultura dell’incontro.

Nel 2017 ha aderito al progetto «WelcHome» del Comune di Modena ed è diventato genitore affidatario di due ragazzi minori stranieri non accompagnati.

È stato contagiato dal pensiero ecologico circa quindici anni fa, durante alcuni viaggi di studio in Amazzonia. Di ritorno da uno di questi decise di regalare la sua automobile e da allora si sposta solo (o quasi) in bicicletta.
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