Etica Ambientale

Etica Ambientale

Laudato si’ e Etica Ambientale
Elementi per la comunicazione e la definizione di attività formative

La crisi ecologica: globalità e complessità

Gli infiniti aspetti della crisi ecologica globale (riscaldamento, desertificazione, crisi idrica, riduzione della biodiversità, …) non sono fenomeni separati da contrapporre tra loro in una sorta di ricerca di un “primato di criticità”, ad ognuno dei quali si possa pensare di porre rimedio indipendentemente dalle conseguenze che ne derivano sul contesto. Essi, tra loro tutti strettamente correlati (tutto è in relazione [70]), si manifestano come un unico insieme complesso di fenomeni interconnessi – accomunati dall’essere in gran parte dipendenti da attività umane, spesso estremizzate dal modello capitalistico globalizzato – che oggi si rivela prepotentemente distruttivo nei confronti delle relazioni umanità-ambiente e che, se non controllato con decisioni ferme e consapevoli, già in questo secolo metterà a rischio le basi biologiche della vita umana, se non di tutta la vita, sul nostro pianeta.

Ma la crisi che stiamo vivendo non è solo crisi degli ecosistemi naturali. Essa congiuntamente ingloba aspetti economici, distributivi, politici e sociali [25], rappresentando l’emergenza o la manifestazione esterna di una più profonda crisi etica, culturale e spirituale della modernità [119], originata da un modo deviato di comprendere la vita e l’azione umana che contraddice la realtà fino al punto di rovinarla [101]. In pari misura la crisi investe le relazioni sociali, tra le persone, tra i gruppi, entro e tra le nazioni, divenendo fonte di esclusione e di crescente aggressività, ove il degrado sociale e il degrado ambientale si rafforzano l’un l’altro, enfatizzando differenze e inequità. Il fatto è che mai l’umanità ha avuto tanto potere su sé stessa, e che l’uomo moderno non è stato educato al retto uso di tale potenza, mentre l’immensa crescita tecnologica non è stata accompagnata da uno sviluppo dell’essere umano in termini di responsabilità, valori e coscienza [105].

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Antropologia filosofica
Paolo Boschini su aria ed inquinamento
Dall’aria, la vita
Breve riflessione alle origini del pensiero occidentale

 


0. Incipit autobiografico

Sin dalla nascita, vivo nella pianura padana, una delle regioni europee dove c’è l’aria peggiore. Ho sempre avuto una grande passione per le attività all’aria aperta, in particolare per quelle sportive. A maggior ragione adesso che appartengo alla categoria dei «diversamente giovani», cerco di condurre una vita sana. Coltivo la passione della bicicletta e ogni giorno trascorro almeno due o tre ore all’aria aperta. Una passione che così sana non è, dal momento che, finché non raggiungo le strade collinari, sono costretto a respirare polveri sottili e gas di scarico in gran quantità.

Per questo, sento il bisogno di salire spesso in alta montagna, dove l’aria è decisamente migliore e volentieri raggiungo in bicicletta Roccapelago, il paese di mio nonno, un borgo medievale a millecento metri, in mezzo ai boschi dell’Appennino tra Modena e Lucca. È pedalando durante uno di questi tragitti verso l’aria buona, che mi è venuto in mente questo breve percorso filosofico ambientato nel Mediterraneo antico, tra pensiero greco e antropologia biblica: per ossigenare il pensiero, andando alle radici più remote e più autentiche del nostro riflettere sull’aria.

1. Anassimene: in principio era l’aria

Secondo questo filosofo dell’antica scuola di Mileto – la prima scuola filosofica nata nel Mediterraneo di lingua greca; siamo nel sesto secolo prima dell’era cristiana - l’universo è una realtà in continuo divenire. Il suo movimento è incessante e ricorda il respiro dell’uomo (Diels, Kranz, B 1-2): prima si contrae e si condensa, producendo le cose materiali; poi si espande e si rarefa, producendo le cose immateriali. L’aria è duttile. L’aria non ha confini. L’aria si adatta a ogni forma. L’aria è invisibile e avvolge ogni cosa (proprio come l’«indefinito» – to ápeiron, di cui aveva parlato il suo maestro Anassimandro). L’aria ha in sé il carattere del divino: un divino sempre in movimento e mai sazio. Tutto ciò che esiste è fatto di aria (Diels, Kranz, A 8-10). È una bella immagine per dire che la realtà è in continuo divenire e che tutte le forme terrestri – a cominciare delle forme più elementari – sono dentro a un processo di eterna trasformazione. La vita è aria e l’aria è vita.

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L’AUTORE. Paolo Boschini è nato a Modena nel 1959 ove vive tuttora. Nella vita quotidiana è un prete cattolico, parroco di due chiese, una in città e l’altra sull’alto Appennino modenese.
 
Ha compiuto studi universitari di teologia, filosofia e scienze sociali. Dopo il dottorato in filosofia, conseguito all’Alma Mater Studiorum di Bologna (2000), ha insegnato materie sociologiche e antropologiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Dal 2005 è docente stabile di filosofia nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna a Bologna.
paolo boschini
I suoi interessi scientifici ruotano intorno all’antropologia filosofica, con un approccio che vuole scandagliare l’umano a 360° e coniuga la ricerca empirica con la riflessione teorica.

È il responsabile della Consulta per la cultura della diocesi di Modena-Nonantola e attualmente coordina tre progetti: ecologia integrale, chiesa e sport e cultura dell’incontro.

Nel 2017 ha aderito al progetto «WelcHome» del Comune di Modena ed è diventato genitore affidatario di due ragazzi minori stranieri non accompagnati.

È stato contagiato dal pensiero ecologico circa quindici anni fa, durante alcuni viaggi di studio in Amazzonia. Di ritorno da uno di questi decise di regalare la sua automobile e da allora si sposta solo (o quasi) in bicicletta.
Maura Baldinini: eco-teologia, eco-comunità
e loro radici nel mondo ecumenico
Dall'eco-teologia alle buone pratiche "verdi"

Giornata di studio: Per una ecologia integrale - etica, spiritualità e prassi
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M
odena 26 ottobre 2019

 

Desidero ringraziare gli organizzatori per l'invito a partecipare a questo importante incontro che mi offre l'opportunità di illustrare l'esperienza della nostra Eco-comunità evangelica le cui radici più profonde vanno individuate nell'impegno del mondo ecumenico mondiale, di cui le chiese protestanti italiane fanno parte, sui temi della Salvaguardia del Creato, mondo ecumenico del quale vorrei sinteticamente ripercorrere alcune delle tappe più significative.

Nel 1948 nasce il Consiglio ecumenico mondiale delle chiese (CEC) che fin dall'inizio pone attenzione ai temi della pace e della giustizia. Nella sua 5^ assemblea a Nairobi nel 1975 riprende il termine ‘sostenibilità’ coniato dal Club di Roma nel suo Rapporto I limiti dello sviluppo del 1972.

L'elaborazione della proposta di una società giusta e sostenibile giunge alla formulazione di un programma di pace, giustizia e salvaguardia del creato nel 1983 alla 6^ Assemblea di Vancouver con un appello a tutte le Chiese ad impegnarsi in un «processo conciliare di mutua dedizione a giustizia, pace e salvaguardia del creato».

Nel 1987 la parola ‘sostenibilità’ compare in uno studio della Commissione mondiale ambiente e sviluppo dell’ONU, nota come Rapporto Bruntland, dove viene coniato il termine “sviluppo sostenibile”.

Basilea 1989. Parallelo e intrecciato all’impegno mondiale, nell'ottobre 1988, la Conferenza delle chiese europee (KEK) e il Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (CCEE) pubblicarono la bozza di un documento di lavoro per la 1^ Assemblea ecumenica europea "Pace nella giustizia", che si è svolta a Basilea nel 1989 (quest'anno ricorrono i trent'anni da quella Assemblea che si è tenuta, inconsapevolmente, sei mesi prima della caduta del muro di Berlino del 9 novembre 1989) e che avrebbe influenzato anche le chiese dell'Europa dell'Est e con esse tutto l'ecumene regionale. Essa si dà come compito precipuo quello di esprimere l'impegno dei cristiani europei per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Seguiranno altre due assemblee ecumeniche: Graz nel 1997 e Sibiu nel 2007 nelle quali viene formulata la proposta comune di celebrare il ‘Tempo del creato’.

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L’AUTORE. Maura Baldinini è membro della Chiesa metodista di Bologna e Modena e componente della Commissione Globalizzazione e Ambiente (GLAM) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI).
Pubblicazioni
METROPOLINO
METROPOLINO
La pubblicazione è avvenuta nel corso del 2011 ed è stata distribuita a circa 450 classi - 35 scuole - del Comune di Parma

Questo è l'editoriale del primo numero.

Ciao amici! Sono Don Pietro del Centro Etica Ambientale. Leggendo il titolo vi sarete subito domandati che cos’è questo Centro; forse dalle parole che compongono questo nome riuscite a capire che è un posto (Centro) dove si affrontano argomenti legati all’ambiente (ambientale), ma voglio provare a spiegarvelo con altre parole.
Oggi, lo sapete anche voi, e lo si vede da ciò che succede nelle nostre città, nelle campagne, nei fiumi e nei mari di tutta
la terra, è urgente affrontare il problema della vita dell’ambiente naturale; l’ambiente è infatti la nostra casa nella quale
viviamo e nella quale vogliamo vivere bene, ma spesso l’uomo se ne dimentica, non rispettandolo come dovrebbe.
Non si tratta di un compito semplice e per affrontarlo occorre l’impegno di tutti.
Il Centro Etica Ambientale nasce per far capire a tutte le persone, a partire da voi bambini, attraverso le varie attività che
esso promuove (ad esempio incontri, corsi) l’importanza dell’ambiente e la necessità di prendersene cura, al fine di mantenerne le componenti e le funzioni necessarie per il nostro benessere e per la vita di chi verrà dopo di noi.
Dimenticavo...Volete sapere cosa significa etico? Leggete Metropolino  e lo scoprirete. Buona lettura e buon divertimento!
Don Pietro
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Riflessioni... sull'acqua
"...Per una lettura etica della risorsa acqua"
Il contributo del gruppo “Formazione ed Educazione Ambientale” si apre con il testo integrale della “Carta Europea dell’acqua” nella convinzione che il tema della risorsa idrica non possa essere affrontato (in particolare in un’ottica educativa) senza prestare attenzione alla sua dimensione etica/valoriale e quindi, innanzitutto, senza esplicitare da subito, che l’acqua è una risorsa comune, nonché un diritto fondamentale degli individui di ogni età, sesso, credo politico e religioso.

Acqua di Parma, acqua da bere Tutto sull’acqua per il consumo umano della nostra città
Approvvigionamento, distribuzione, caratterizzazione di qualità e controllo sanitario dell’acqua di Parma. Risultato del lavoro di un Focus Group, partecipato Comune, Università, Ausl, Arpa, Iren, Legambiente e altri esperti.
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