LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE

La Corte EDU, a tutt’oggi largamente ignorata nel nostro Paese, trae dalla Convenzione Europea per i Diritti Umani fondamentali i principi per la tutela della salute umana e la salvaguardia degli ecosistemi.
 



La Corte EDU, ossia la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo o semplicemente Corte Europea, è figlia della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), un trattato internazionale a cui oggi aderiscono 46 Paesi europei assieme alla Turchia.

Si tratta di un’istituzione a cui guardano tutti i cittadini europei e non solo, in quanto nel volgere di pochi decenni la Corte, detta anche di Strasburgo, è riuscita ad assurgere a un ruolo primario di garante assoluto dei diritti fondamentali delle persone.

La Corte EDU è anche citata come difensore dei diritti “degli ultimi”, se si considera che a ricorrervi sono sovente le persone che non hanno trovato risposte nelle giurisdizioni nazionali e che si trovano abbandonate in carcere, oppure in condizioni di salute compromesse, oppure nei campi profughi e richiedenti asilo ai Paesi sottoscrittori della CEDU.

L’articolo di Alberto Calzolari, di cui al link sotto, presenta una panoramica sull’incardinamento giuridico della Corte EDU, sul nucleo essenziale dei diritti civili di cui assicura il rispetto e infine sulle attività più recenti della Corte Europea rese nell’ambito della protezione dell’ambiente.

È importante sottolineare che tra i diritti scolpiti nella CEDU non figura la specifica enunciazione del diritto a vivere in un ambiente rispettoso delle necessità della persona e tuttavia sono frequenti le sentenze in cui è stata riscontrata una violazione degli articoli della CEDU originata dalle varie fattispecie di inquinamento ambientale, oppure dai diversi aspetti della gestione dei rifiuti, oppure dalla ricerca delle cause dei “disastri naturali”.

In quanto all’affermazione del rispetto dell’ambiente, nella giurisprudenza della Corte Europea sono rinvenibili oltre cento sentenze. Ad esempio, a causa dell’inquinamento sono state contestate violazioni in relazione all’art. 2 (diritto alla vita) e all’art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare).

Da momento che la conoscenza della CEDU è purtroppo estremamente limitata, sia presso il pubblico sia tra le istituzioni che pure sarebbero tenute a darvi attuazione, il Centro Etica Ambientale di Parma con questo intervento apre una finestra informativa su di essa e chiama i soggetti interessati a portare i loro contributi.

Per l’affermazione dell’unicum a cui si riconducono l’uomo e l’ambiente, e nella visione ecologica integrale su cui si fonda la scuola CEA e PNATE del Centro Laudato si’ di Bismantova, è importante aprirsi all’attività della Corte EDU per una rinnovata cultura di protezione degli ecosistemi che si sviluppi all’interno delle tematiche di rilievo assoluto sulla protezione dei diritti fondamentali”.


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